L’idea del giovane Aldo Bongiovanni per il mulino di famiglia: un deciso ritorno al passato, con macine in pietra.

Paola Gula | La Guida – 10 settembre 2002

Mondovì – L’obiettivo qualità sta diventando sempre più importante fino a coinvolgere i prodotti ritenuti più “poveri”. Il vino, i liquori, i formaggi, i salumi e gli oli di alto livello stanno arrivando sulle nostre tavole sempre più frequentemente, ma allora perché non il pane, la pasta e, quindi, la farina? Questa è la domanda che poco più di due anni fa deve essersi posto Aldo Bongiovanni, un ragazzo di Pogliola. L’interrogativo era legittimo anche perché la riuscita di un piatto speciale e di una ricetta ricercata dipendono in larga misura dal tipo di materie prime utilizzate e, nella cucina piemontese, la farina, di ogni genere, è basilare. Così il giovane monregalese allo scadere del suo diciottesimo compleanno ha pensato di invertire la rotta intrapresa dall’azienda familiare che da decenni è proprietaria del mulino di Pogliola e, invece di comprarsi la macchina, come la maggior parte dei suoi coetanei, con i suoi risparmi ha acquistato due macine di pietra. Alcuni anni prima quelle originali del mulino erano state rimosse e vendute perché “fuori moda” e sostituite da mezzi meccanici più moderni. Facile immaginare come l’idea di Aldo Bongiovanni ai genitori sembrasse perlomeno discutibile ma, dopo aver trovato da un antiquario due macine di pietra in perfetto stato, le ha montate e messe in opera in un magazzino in disuso attiguo al mulino paterno. E non solo, il giovane imprenditore è andato avanti nella sua ricerca della ricchezza enogastronomica del nostro passato e ha stipulato un accordo con alcuni agricoltori del posto perché coltivassero per lui di nuovo le varietà di mais tipiche di queste zone, quello che si usava una volta, come il famoso “Otto file”, il Marano e il Pignolet. A distanza di due anni l’idea di Aldo Bongiovanni si è rivelata vincente e le macine di pietra del mulino di Pogliola non hanno sosta. Ogni giorno lo si trova nel suo piccolo ex magazzino a lavorare e a seguire attentamente la macinatura. Adesso produce differenti tipi di farina, come quella di grano saraceno, di riso, di grano, di mais, d’orzo, di kamut. Esiste anche una linea biologica e una indicata per alcuni tipi di intolleranze alimentari. Molti dei produttori legati al Consorzio delle Paste di Meliga del Monregalese hanno incominciato a servirsi di lui, invece di andare ai mulini “storici” che esistono nell’albese e che hanno fatto scuola. Nel suo piccolo mulino Bongiovanni macina e vende farina e distribuisce ricette per chi volesse cimentarsi con qualche prodotto “strano” e ancora non riesce a capacitarsi come un’idea così semplice come la sua abbia avuto tanto successo e abbia fatto parlare giornali e riviste di tutta Italia. Paola Gula

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